About Me

Photographer

Carmine Napolitano


La prima volta che entrai in camera oscura avevo 13 anni. Ricordo ancora quella stanza illuminata di rosso, l’odore dell’acido così forte da far girare la testa, foto appese ad uno stendino ad asciugare e un proiettore a testa in giù sul tavolo. Fu in quel momento che capii di voler diventare fotografo. Ogni volta che traduco un’idea in fotografia, ogni volta che un’immagine mentale diventa reale, provo la stessa emozione. Grazie a Dio, questa passione è diventata il mio lavoro. Come dice un vecchio proverbio cinese, non ho mai lavorato un solo giorno in vita mia. Dentro di me coabitano due anime: quella del fotografo visionario che trasforma colori e situazioni in immagini per comunicare o vendere, come nella fotografia di moda, e quella del reporter di matrimoni, dove mi lascio trasportare dalle emozioni delle persone e cerco di catturare la “bellezza” che essi producono nei volti e nei gesti. Quello che si prova quando riesci a cogliere istanti che raccontano molto di più di quello che si “vede” è la stessa emozione di quel ragazzino in camera oscura di tanto tempo fa.

 

The first time I entered the darkroom was when I was 13 years old. I still remember that red-lit room, the smell of the acid so strong it made me dizzy, photos hanging on a clothesline to dry and a projector upside down on the table. It was in that moment that I knew I wanted to become a photographer. Every time I translate an idea into a photograph, every time a mental image becomes real, I feel the same emotion. Thank God, this passion has become my job. As an old Chinese proverb says, I have never worked a single day in my life. Inside of me, there are two souls: that of the visionary photographer who transforms colors and situations into images to communicate or sell, like in fashion photography, and that of the wedding reporter, where I let myself be carried away by the emotions of the people and try to capture the “beauty” that they produce in their faces and gestures. What you feel when you capture moments that tell much more than what you “see” is the same emotion as that young boy in the darkroom so many years ago.